Se è vero che “Il tempo punisce chi non si accorge del suo passaggio”, la trasformazione globale iniziata negli anni 2000 , sta portando ad un mondo sempre più complesso e poco sicuro. In uno studio condotto da ESPAS, la trasformazione mondiale, si muove su tre linee. Economica e tecnologica, sociale ed infine geopolitica. Le sfide del prossimo decennio saranno principalmente il cambiamento climatico e l’aumento delle disuguaglianze.

Uno dei trend principali che guideranno il decennio, sarà l’ascesa dell’Asia entro il 2030. Con il dollaro che continuerà a perdere potere. Secondo il FMI a fine 2021 la quota del dollaro sulle riserve valutarie globali scenderà al di sotto del 59%.

L’invecchiamento mondiale sarà la base di un nuovo modello demografico. Si stima che entro il 2030 un quinto della popolazione mondiale avrà più di 65 anni. A livello economico comporterà una crescente scarsità della forza lavoro.

L’altro trend cruciale sarà la crescente scarsità di risorse come il cibo e l’acqua. Si stima infatti che entro il 2030 si toccherà il picco di quasi 660 milioni di persone a rischio fame.

Lo scenario più sinistro potrebbe essere quello legato allo sviluppo di tecnologie letali e distruttive, come nuove armi per il bioterrorismo e per gli attacchi informatici. Che permetteranno a individui e piccoli gruppi di infliggere violenza su larga scala.

Probabilmente l’Europa sarà una delle aree che risentirà, da un punto di vista economico, maggiormente dei cambiamenti previsti. Con l’Unione Europea che continuerà ad essere una delle economie più vulnerabili al commercio globale.

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La dipendenza dell’UE dalle importazioni energetiche continuerà ad essere un grande problema. Nel 2020 questa si è attestata al 57,5 %. Ulteriori sfide saranno quelle legate alla crescente immigrazione dovuta alle guerre e all’instabilità politica dei “paesi vicini”.

Secondo te, l’Europa sarà in grado di affrontare le sfide del prossimo decennio?

Autrice: Giulia Baccini

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