Da un po’ di tempo a questa parte sembra diffondersi la Great Resignation in Italia. Ossia il fenomeno delle dimissioni spontanee in massa.

Inizialmente negli USA, ora anche in Italia e in Europa, soprattutto fra i giovani con età compresa fra i 25-36 anni. Sembra diffondersi una nuova consapevolezza: voglia di cambiare per un posto migliore!

Secondo AIDP su 500 imprese, nel 91% dei casi hanno riscontrato un aumento delle dimissioni volontarie. In particolare nel Nord Italia.

Il fattore scatenante spesso è non trovare lo scopo nel proprio lavoro. In qualche caso, anche nella propria vita, ricercandolo attraverso ad un miglior equilibrio lavoro-vita privata.

Inoltre, post covid e con la ripresa economica, le occasioni e le offerte di lavoro non sono mancate. Incentivata sopratutto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Tra le motivazioni principali, ci sono:

  • maggior equilibrio tra vita privata e lavoro;
  • migliori retribuzioni offerte dal mercato; benessere psicologico;

Mentre in Italia sarebbe meglio parlare di “job-hopping”, ossia saltare da un lavoro ad un altro, con la media di permanenza presso lo stesso datore che scende sempre di più rispetto alla media del passato.

Ma solo determinati profili possono permettersi di “saltare da un lavoro ad un altro”, ossia quelli medio-alti, prettamente impiegatizi. Per loro il periodo post pandemia è servito a renderli maggiormente coscienti di quello che cercavano.

Cosa ne pensi delle great Resignation in Italia? Anche tu stai pensando cambiare lavoro?

*Associazione Italiana Direttori del Personale. Professionisti HR, Human Resources, gestione e sviluppo delle Risorse Umane.

Francesco Chimienti*

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