Lunedì 13 dicembre alla Camera inizierà l’esame del disegno di legge sul fine vita , approvato il 9 dicembre dalle commissioni Giustizia e Affari sociali di Montecitorio.

Il ddl recepisce la sentenza della Corte Costituzionale sul caso dj Fabo e Marco Cappato che oltre a chiedere un intervento legislativo, aveva stabilito “che chi aiuta una persona a suicidarsi non è punibile a patto che siano rispettate alcune condizioni”.

TRA LE CONDIZIONI:

  • L’irreversibilità della malattia
  • Le gravi sofferenze del paziente
  • la piena coscienza del e la sua dichiarata volontà
  • Il malato sia tenuto in vita da trattamenti

L’obiettivo è quello di disciplinare la facoltà di chi è affetto da una patologia irreversibile o da una condizione clinica irreversibile di porre fine volontariamente alla propria vita con il supporto del sistema sanitario nazionale

Un emendamento prevede che non è punibile chiunque sia stato condannato, anche con sentenza passata in giudicato, per aver agevolato in qualsiasi modo la morte volontaria medicalmente assistita prima della entrata in vigore della presente legge, qualora al momento del fatto ricorressero i presupposti e le condizioni della presente legge.

Tra le novità introdotte dalla legge c’è l’obiezione di coscienza per il personale sanitario contrario a questa pratica

Saranno dei Comitati per la clinica , istituiti in tutte le Asl, a valutazione delle richieste di medici su richiesta del paziente, secondo quanto previsto un articolo del ddl

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