Iperinflazione in Venezuela ha raggiunto il 9.585% nel 2019.

Tra gli effetti più gravi la carenza di alimenti e di medicinali, con il prezzo del cibo che si è moltiplicato per 80 e quello dei beni sanitari per 180.

Per contrastare l’inflazione la Banca Centrale del Venezuela (BCV) ha operato una trasformazione della valuta nazionale, il Bolivar. Dal primo ottobre 2021 ha preso il nome di “Bolivar digitale” e ha eliminato “sei zeri”.

La nuova valuta consiste in banconote da 5, 10, 20, 50 e 100.

Il cambio da un milione a uno, ha lo scopo di facilitare sia le transazioni in contanti che i calcoli contabili.

Questa è solo l’ultima di una serie di misure intraprese per cercare di porre un freno all’inflazione. La Banca Centrale dato che stampare moneta era diventato troppo costoso, aveva introdotto tre banconote: Da 200 mila, 500 mila e 1 milione di Bolivar.

Tuttavia le tre banconote messe insieme non bastano nemmeno a comprare un chilo di farina.

La causa principale dell’iperinflazione è sicuramente l’eccessiva dipendenza dell’economia nazionale dai proventi dell’esportazione del petrolio. Il crollo dei prezzi del petrolio ha privato il Venezuela della sua principale fonte di guadagno. Circa il 96% delle sue entrate.

Per finanziare il suo deficit il governo ha costretto la Banca Centrale a stampare sempre più banconote.

Altre cause dell’iperinflazione in Venezuela sono le numerose sanzioni e gli embarghi imposti dagli Stati Uniti. Un pò come sta succedendo oggi con le sanzioni alla Russia.

A differenza del Venezuela la Russia sembrerebbe essersi preparata all’arrivo delle sanzioni.

Le sanzioni del 2014, in seguito all’invasione della Crimea, avevano causato una forte crisi economica nel paese. Da allora Putin ha messo in atto un piano di trasformazione economica e finanziaria chiamato “Fortezza Russia” .

Secondo te la Russia farà la fine del Venezuela?

Carmelo La Manna

1 Comment
  1. […] prevede che la Russia va verso un default in ‘stile Venezuela’. Il problema non riguarda però soltanto Mosca. La Banca Mondiale ha già lanciato l’allarme: […]

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