Maggiore professionalità, tutela o libero mercato?

Le corporazioni, ovvero l’unione di professionisti di uno stesso settore, furono particolarmente rilevanti nel passato per molte professioni.

Le corporazioni esistevano già nell’Impero romano dove avevano non solo una connotazione professionale ma anche religiosa.

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Lo sviluppo però si ebbe nel Basso Medioevo (1000 – 1300). Le corporazioni raggruppavano tutti gli appartenenti ad una stessa categoria professionale e ne regolavano ogni fase offrendo in cambio le prime forme di assistenza.

Il metodo di lavoro, gli orari di apertura/chiusura, i prezzi, le materie prime erano rigidamente scelti e imposti dai membri dal consiglio corporativo che limitava quindi innovazione e concorrenza.

Oggi in Italia ci sono 19 ordini e 8 collegi professionali. In totale 27 professioni che richiedono iscrizione ad un albo (avvocati, farmacisti, medici, notai ecc…).

Queste categorie continuano a limitare fortemente l’accesso al mercato del lavoro, e quindi la concorrenza. Utilizzano spesso pratiche di nepotismo e corporativismo.

Al giorno d’oggi è importantissimo tutelare la professionalità di alcune professioni ma è anche necessario garantire l’accesso ad una pluralità di operatori al fine di offrire il miglior servizio al cliente.

Il corporativismo in Italia è fortemente tutelato dalla nostra classe politica. Basti pensare che nella XVI legislatura un terzo dei parlamentari (338) facevano parte di una di queste corporazioni.

Cosa sceglieresti tra professionalità o libero mercato?

Autore: Filippo Mussini

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