Giulio Tremonti, ex Ministro dell’economia e delle finanze nel governo Berlusconi, in un’intervista a “Il Giorno” non usa mezzi termini per definire la crisi che sta attraversando l’Europa. “Io penso – dice l’ex ministro – che non ci sia abbastanza consapevolezza sulla crisi, sulle sue origini e sulla sua intensità. Noi ora vediamo l’inflazione, ma all’orizzonte c’è la recessione”. Continua Tremonti: “Questa crisi è come quella del ’29,  che aprì la strada a Hitler”.

La crisi del 1929 colpì maniera particolarmente grave la Germania. Il suo governo non soltanto non riuscì ad attuare misure anticicliche di tipo espansivo per arginare la crisi. Ma addirittura operò in modo da aggravare la recessione in atto.

Il pessimo andamento dell’economia favorì quindi l’ascesa al governo di Hitler. Il quale per consolidare il proprio consenso puntò a rilanciare l’economia varando un ampio programma di investimenti pubblici, finanziato tramite l’espansione del debito.

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La volontà di sfruttare la ripresa per realizzare il riarmo del paese indusse inoltre il regime nazista a sottoporre l’economia a uno stretto controllo statale. In modo da poterne orientare l’evoluzione nel senso voluto.

Ancora più deciso fu il controllo che lo stato assunse della forza lavoro. Dal 1933 fu sancita la fine dei sindacati e dell’autonomia contrattuale delle parti sociali. In questo modo Hitler divenne in grado di decidere in piena autonomia le condizioni di lavoro e in particolare le dinamiche salariali.

I lavoratori pagarono il prezzo maggiore di questa trasformazione, oltre al blocco dei salari, fu loro imposto il divieto di sciopero e il principio dell’obbedienza assoluta a un capo-fabbrica.

Secondo te questa crisi è come quella del ’29?

Autore: Carmelo La Manna

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